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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Maschito
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mwhqMaschito (mwhgMashqiti in mwhwarbëreshë, mwiaMaschìte in mwiqdialetto lucanocite-ref-4[4]) è un mwjgcomune italiano di mwjw1 392 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlaprovincia di Potenza in mwlqBasilicata.

È una delle colonie mwlwalbanesi d'Italia della regione mwmaBasilicata (insieme alle comunità lucano-albanesi di mwmqBarile, mwmgGinestra, mwmwSan Costantino Albanese e mwnaSan Paolo Albanese) fondata sul finale del mwnqXV secolo da esuli albanesi in fuga dalle persecuzioni mwngturco-ottomane. Gli abitanti da oltre cinque secoli conservano l'uso corrente della lingua mwnwmwoaarbëreshe e la consapevolezza critica della propria identità mwoqetnica e culturale italo-albanese.

Contents

Storia
Eventi
Cucina
Sport
Note

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Geografia fisica

Il paese, situato nel mwpqVulture-Melfese, sorge prevalentemente in zona collinare, compreso tra i 359 e i 894 metri sul livello del mare. Il mwpgclima è un misto tra quello mwpwappenninico e mwqamediterraneo con mwqqestati calde e secche ed mwqginverni freddi con mwqwprecipitazioni abbondanti. Il territorio è prevalentemente utilizzato per la coltivazione di mwravite, mwrqulivo e mwrggrano ed esistono radi mwrwboschi. Ci sono piccoli ruscelli a carattere torrentizio.

Origini del nome

Le cause per cui Maschito abbia potuto essere così denominato, possono essere almeno tre:

• Il presunto "Ratto delle donne venosine" da parte dei profughi in gran parte di sesso maschile, immigrati nel mwtasecolo XV, dall'mwtqEpiro.
• L'attributo di origine latina "masculetum", come terra di viti maschie, cioè di mwtwAglianico che produce il pregiato vino D.O.C.
• L'omonimia con un paese balcanico che gruppi di immigrati qui stanziatisi avrebbero dato alla terra maschitana, in dei luoghi natii.

Storia

Maschito fu in mwuwepoca romana una fortezza militare, ma dopo un mwvaterremoto nel mwvqXIV secolo il paese fu abbandonato. Maschito sorse verso il mwvg1467 sotto mwvwFerdinando d'Aragona, quando mwwaGiorgio Skanderbeg gli mandò truppe per combattere gli mwwqAngioini pretendenti al trono di mwwgNapoli.

Dopo la presa di mwxaCroia da parte dei mwxqturchi, si ebbe, tra il 1478 e il 1479, una prima emigrazione di albanesi in mwxgBasilicata. Più tardi nel mwxw1533 quando la conquista dell'mwyaAlbania fu definitiva si aggiunsero, ai primitivi albanesi, dei coloni greci-albanesi provenienti da mwyqCorone. Col trattato di pace tra mwygCarlo V e il sultano mwywSolimano I, firmato a mwzaCostantinopoli nel mwzq1533, la piazzaforte di mwzgCorone veniva consegnata ai turchi a condizione che gli abitanti, disposti a lasciare la città, si imbarcassero su una flotta e si rifugiassero in mwzwItalia. In tal modo i coronei si dispersero in varie località dell'mwaaItalia meridionale.

A quel tempo, il territorio di Maschito era proprietà della mwagMensa Vescovile di Venosa e del Priorato del Santo Sepolcro dell'ordine Gerosolimitano di Bari. In seguito, il De Icis nel mwbq1539 a mwbgVenosa, sotto il mwbwviceré di Napoli mwcaDon Pedro de Toledo, debitamente autorizzato, fondò il Casale di Maschito e, con atto pubblico, redatto dal mwcqnotaio Giovanni Francesco De Judice di mwcwCosenza il 26 settembre mwda1541, i greci albanesi si obbligarono a pagargli l'annuo censo d'un mwdqducato (£. 4,25) per ogni focolare o tugurio e, in più, 200 ducati (nel caso che il numero dei focolari aumentasse anche di uno solo).A Maschito si conservò, nei primi due secoli, il rito mwdggreco-ortodosso ma a causa alle pressioni del mwdwvescovo mweaDeodato Scaglia furono obbligati al rito mweqlatino.

Resistenza antifascista

A Maschito scoppia, nel settembre mwfa1943, una sommossa popolare antifascista che dà origine per poche settimane alla mwfqRepubblica di Maschito, una delle prime mwfgRepubbliche partigiane nate dalla mwfwResistenza.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il paese è sviluppato in una parte centrale e più antica (il centro storico), risalente alla fine del Cinquecento e nella periferia, sviluppatasi nel secondo dopoguerra. I monumenti più importanti sono le tre chiese, i palazzi signorili e la fontana mwhgSkanderbeg.

Architetture religiose

Numerose erano le chiese erette a Maschito, anche di mwiqrito bizantino e con liturgia professata in mwiglingua greca sino al mwiwXVII secolo. Originariamente una quindicina, ne sono sopravvissute al tempo ed al degrado solo tre: la chiesa madre di mwjaSant'Elia Profeta, quella del mwjqPurgatorio, e quella della mwjgMadonna del Caroseno. Le chiese sicuramente esistite e scomparse sono: la chiesa di S. Venere, la chiesa della mwjwVergine di Costantinopoli, la chiesa di S. Basilio, la chiesa di S. Domenico, la chiesa di S. Nicola, la chiesa di S. Rocco e la chiesa della Madonna delle Fonti. Il mwkarito bizantino fu professato a Maschito sino al mwkq1628 quando il domenicano mwkgDeodato Scaglia, vescovo della mwkwdiocesi di Melfi, con bolla episcopale, lo proibì prima nelle comunità mwlagreco-mwlqalbanofone di Maschito e di mwlgGinestra e, molto più tardi, anche a mwlwBarile. Il rito bizantino resiste ancora in mwmaBasilicata solo a mwmqSan Paolo e a mwmgSan Costantino Albanese. Ancora la devozione per mwmwSant'Elia Profeta, di chiara ed inconfutabile matrice orientale, legano Maschito all'etnia dei suoi antenati.

Chiesa del Caroseno

Fu costruita dai mwngGreci mwnwAlbanesi di Corone, rinomata per un pregevolissimo affresco della mwoaMadonna del mwoq1558, (Madonna col Bambino) riportato alla luce nel mwog1930 durante i lavori di restauro della chiesa, e per due grandi quadri relativi alla mwowPentecoste e alla mwpaPresentazione di Gesù al Tempio entrambi risalenti alla fine del Settecento.

Chiesa del Purgatorio o della Madonna del Rosario

Conserva un artistico quadro della mwpwMadonna di Costantinopoli tratto dall'omonima cappella, andata in rovina. Della chiesa oggi dedicata alla Vergine del Rosario di Pompei s'ignora la data di costruzione: si ritiene, però, che questa risalga ai primi anni della fondazione di Maschito e possiede le mwqqreliquie di Fratello Rosario Adduca, un servo di Dio originario di Maschito.

Chiesa di Sant'Elia

Ha un'unica navata, decorata in stucco. Contiene due tele ad olio del Cinquecento, e il quadro della "mwsqMadonna dei sette veli", ritenuto miracoloso e perciò assai venerato. Edificata nel mwsg1698 ad opera degli mwswalbanesi ivi residenti,

Architetture civili

Palazzi

Sono databili tra la fine del Settecento e la prima metà del Novecento.

• Palazzo Barbano Dinella costruito nel 1734.
• Palazzo Manes Rossi costruito nel mwug1820.
• Palazzo Adduca, Palazzo Giura e Palazzo Cariati hanno un portale classicheggiante a colonne doriche.
• Palazzo Dinella del 1832 dal cartiglio con la scritta "Parva sed apta mihi" sul portale che richiama ciò che Ludovico Ariosto fece incidere sulla porta della propria casa.
• Palazzo Tufaroli.
• Palazzo Nardozza dall'imposta leccese - rococò.
• Palazzo Colella.
• Casa Soranna costruita nel mwwg1646. Si presume sia la prima casa costruita dagli albanesi insediatisi a Maschito.

Fontane

Fontane e fontanili esterni su slarghi e piazzole erano considerati luoghi pubblici e di piacevole conversazione. Le abitazioni, infatti, non disponevano di acqua potabile. Per le esigenze di cucina e familiari, le donne andavano a prendere l'acqua nelle fontane servendosi di brocche. Una fontana pubblica era un luogo importante per la soddisfazione delle esigenze delle famiglie. Ed era in uso erigere fontane monumentali ad onore e gloria dei capi delle comunità amministrate. Nel mwyq1879 - come attesta la lapide ricostruita dal Comune - fu eretta, ad opera dei cittadini e con l'aiuto del Comune (retto all'epoca da Domenico Rafti), la Fontana mwygSkanderbeg.

Le altre fontane presenti sul territorio sono:

• Fontana Carrozz, situata in via Venosa;
• Fontana Boico, situata in via Venosa;
• Fontana della Noce, situata nella Contrada della Noce;
• Fontana Cangad, situata in via Venosa.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-5[5]

Lingua Arbëreshë

L'uso della mw3glingua albanese costituisce una delle peculiarità che contraddistingue Maschito dagli altri comuni limitrofi. La serie di proverbi, detti, filastrocche derivano prevalentemente dalla tradizione albanese a cui è legata Maschito.

Proverbi

• mw4gKëshë t' bësche me cularete e shkoje spizënë. (Frequenta persone di rango superiore al tuo e fa loro le spese)
• mw5aKur tjetë nëng ke, po' një plakë vetë e flë. (Quando il vecchio non ha nulla da fare va a dormire)
• mw5gKush nëng ka koké ka kembe. (Chi non ha testa deve avere buone gambe)
• mw6aFjala më e mirë ishtë ajò çë nëng thuhet. (La parola migliore è quella che non si dice)
• mw6gKush punonj rronj. (Chi lavora vive)
• mw7aBashkimi bën fuqì. (L'unione fa la forza)

Detti

• mw8aMema u e dua, se isht isht rri per mua. (Mamma io la voglio com'è e, è per me)
• mw8gIshtë më bithë perdhe. (Sta col sedere per terra)
• mw9aDo hami, do pirmi, do rrimi dhe të shurbemi nëng do dimi. (Vogliamo mangiare, vogliamo bere, vogliamo oziare, e di lavorare non ne vogliamo sapere)
• mw9gVajete e po, ces i nièhe luga. (I guai della pignatta li conosce il cucchiaio che sta dentro)

Filastrocche

• mw-gNi, ni, ni vate mac, a pe di mi, vatè gardh gardh vate e gjet niè cope lerd e pe mos te shihei njeri vate te hai mbe shembri (e karazenéi). (Ni, ni, ni un gatto andò per due topi: andò tra le siepi e trovò un pezzo di lardo, perché nessuno lo vedesse andò a mangiarlo sullo spiazzale della Madonna [sulla piazzetta del Caroseno]).
• mw-aNingiula ti fringiula, nangiula ti frangiula. Nde do skon skon nde mos spo. Ningiula ti fringiula, nangiula ti frangiulase. (Vuoi passare passa, altrimenti non importa [detto ai bambini che hanno mal di pancia]).
• mw-gCmigl, cmigl, cimgl gjith te k shpie a tit. (Lumachine, lumachine, lumachine ciascuno di noi vada a casa sua)
• mwaqaKy do har, ky sot nuk kemi, ky sot do vemi a yjedh, ky sot jo mos na marran karbiniart, e ky sot, piripich, piripach, buka ta shporta, vere ta kenata, mish te diganial, makarònat te pyàteglia e lucia neng provòjt e vate ra me bihe te proi. Questo vuole mangiare (dice il pollice), questo dice: "Non ne abbiamo" (risponde l'indice), "Andiamo a rubare!" (dice il medio), "No" (risponde l'anulare), pane nella cesta e vino nella caraffa, la carne nella padella, i maccheroni nel piatto e Lucia non l'ha assaggiati ed è andata col sedere nel ruscello "Proia (dice il mignolo).

Tradizioni e folclore

Superstizioni

Numerose sono anche le superstizioni, infatti i contadini credevano nella presenza di spiriti buoni o cattivi, i quali avevano vari poteri; esistevano inoltre numerosi "scacciaspiriti" che venivano utilizzati proprio per contrastare questi spirtiti.

Gli spiriti

• mwaqcScorzamuriiell: Spirito-folletto con in testa un berretto rosso, indispensabile poiché conferiva allo spirito tanta allegria, che si trasformava in lacrime e disperazione, qualora qualcuno glielo portasse via. Il folletto, vagando nell'aria, poteva, di notte, intrufolarsi in una casa e posarsi sullo stomaco delle persone che dormivano per divertirsi a fare dispetti. Queste ultime, avvertendo sul proprio corpo un peso che rendeva il respiro molto faticoso, si svegliavano e se riuscivano a strappare allo scorzamuriiell il berretto, impresa molto difficile, lo rendevano inattivo e triste e approfittavano di questo per ricattarlo e chiedergli, in cambio del suo indispensabile berretto, una notevole somma di denaro. A quel punto, lo spiritello, pur di riavere il suo cappuccio e riacquistare la sua allegria era disposto a tutto ed esaudiva la richiesta di denaro, svelando il nascondiglio di un "tesoro" che, improvvisamente, permetteva ai poveri di diventare ricchi.
• mwaqkMajare: Streghe dispettose che vagavano di notte e si infilavano, misteriosamente, nelle famiglie presso cui c'era un neonato e, una volta lì, lo prelevavano dalla sua culla e lo nascondevano in qualche angolo della casa, di solito sotto il letto o nella madia. In seguito, il bambino, piangendo, svegliava la mamma che, non trovando più il proprio piccolo nella culla lo cercava affannosamente per la casa e capiva, con grande spavento, che una majara si era introdotta nella sua abitazione. Si pensa che questo "nascondiglio" avesse in alcuni casi uno scopo di divertimento da parte della "majara" che si divertiva soltanto a far dispetti; in altri, quello di lucro, poiché, nascondendo il bambino, la majara faceva capire alla famiglia, presso cui si era recata, che poteva ritornare nuovamente in quella casa, perciò, per porre fine a queste spaventose e misteriose visite notturne, bisognava farle trovare dei soldi o degli oggetti preziosi.

I "rimedi"

• mwaq0Abitino: Piccolo oggetto di devozione, che solitamente si appendeva al collo dei bambini e molte volte veniva portato di nascosto anche dalle persone adulte vicino a un indumento intimo. Esso era costituito da due quadratini di stoffa, sovrapposti e cuciti insieme, contenenti un'immagine sacra oppure una piccola croce e un pezzo di fettuccina nera. L'immagine sacra o la piccola croce proteggevano il bambino dai pericoli e la fettuccina nera serviva ad allontanare l'invidia e il malocchio. Quest'ultimo, poi, era un fluido magico negativo che scaturiva dallo sguardo cattivo ed invidioso di alcune persone, causando malessere. Il malocchio si manifestava con sintomi ben precisi: fortissimo mal di testa e mal d'occhi e poteva essere eliminato solo con oggetti magici, formule e preghiere. Gli oggetti utilizzati erano il coltello e le forbici; le preghiere seguivano, generalmente, un canone fisso, costituito dai seguenti elementi: il segno di croce; l'invocazione alla SS. Trinità; la specifica richiesta di aiuto (es. fa che passi il mal di testa); l'Ave Maria, ripetuta per tre volte di seguito. Tali preghiere, inoltre, benché recitate con qualche variante, in base al tipo di aiuto richiesto, venivano utilizzate per curare altre comune malattie, quali: il mal di piedi, il morbillo, il fuoco di Sant'Antonio.
• Altri metodi:

• collocare dietro la porta di ogni casa una scopa capovolta per allontanare la malizia e le streghe;
• appendere su una delle pareti di casa un ferro di cavallo, quale indispensabile oggetto portafortuna, capace di allontanare l'invidia;
• evitare sempre di spazzare il pavimento di casa la sera, altrimenti in famiglia poteva regnare una grande povertà;
• non fare alcun tipo di visita quando si tornava da una veglia funebre poiché bisognava recarsi direttamente presso la propria abitazione o, ancora meglio, in chiesa onde evitare di causare disgrazie ad altri o, addirittura, ai propri familiari;
• raccogliere le forbici cadute per terra solo dagli anelli e mai dalla punta perché portava male;
• toccare un oggetto di metallo quando si incrociava un carro funebre;
• evitare assolutamente di far versare l'olio perché era di cattivo auspicio;
• soddisfare sempre nelle donne, durante la gravidanza, "le voglie", ossia i desideri improvvisi di assaporare cibi o bevande particolari, soprattutto dopo averli visti, per evitare che il nascituro riportasse sul proprio corpo delle macchie cutanee il cui colore o la cui forma richiamavano l'alimento desiderato che la gestante non aveva assaggiato.

Cultura

Eventi

• 19 marzo: Fuochi di San Giuseppe.
• Venerdì Santo: Rappresentazione della Via Crucis con personaggi viventi.
• Ultimo sabato di aprile: Retna (Cavalcata degli Angeli) - Processione dedicata alla Madonna Incoronata; i fedeli allestiscono dei carri sui quali personaggi viventi rappresentano le Sacre immagini di Maria e San Michele.
• 2ª domenica di maggio: Festa in onore della Madonna Incoronata.
• Domenica dopo la Festa della mwasqTrinità: Festa del Corpus Domini.
• Ultimo venerdì di giugno: Sacro Cuore di Gesù; la processione si snoda per le strade di Maschito di sabato sera. Per l'occasione le vie vengono cosparse di petali di fiori, i balconi addobbati da coperte e ghirlande di luci. In alcuni angoli di strada vengono allestiti altari con personaggi viventi.
• 20 luglio: Festa in onore di mwascSant'Elia Profeta, (festa piccola) la festa viene così denominata perché vi è solo la processione.
• 6-7 agosto: "La Retenése"mwask : La manifestazione è una rievocazione in costume Arbëreshë della compagnia d'arme di mwasostradioti del Capitano Lazzaro Mathes.Nel XVI secolo alcuni soldati mercenari albanesi fondarono la comunità di Maschito. I soldati erano di provenienza diversa, dividendosi così in due fazioni: la prima si chiamava Majzor (in dialetto maschitano Maisòre) proveniente da mwaswCorone (nel mwas0Peloponneso in mwas4Grecia), mentre l'altra, i Qëndërnjan (in dialetto maschitano Cendregnàne), proveniente da mwas8Scutari (nel nord dell'mwataAlbania). Essi convivevano nella stessa comunità, divisi in due zone: nella parte superiore del paese vivevano i Majzor mentre in quella inferiore i Cendregnàne, guidati entrambi dal Capitano Lazzaro Mathes al quale avevano giurato fedeltà.
• 2ª domenica di agosto: Festa patronale in onore di mwatiSant'Elia, (festa grande), dura 3 giorni. È la festa patronale, caratterizzata, oltre che dalla processione, dalle luminarie e dalle esibizioni di cantanti di musica leggera.
• 15 agosto: Festa della mwatqMadonna dei Sette Veli, vi è una processione per le vie del paese.

Cucina

Primi e secondi piatti

• Tumaz ma druda (tagliatelle con mollica e noci) Preparato dalle massaie il giorno della domenica delle Palme.
• Laganelle con latte, zucchero e cannella - Preparato il giorno dell'Ascensione.
• Rictell cu lu gallucc ripieno (orecchiette al ragù di gallo con ripieno di frattaglie, mollica di pane e zucchero) - Preparate il giorno di S. Elia festa patronale.
• Cauciungiëll cu la ricotta (ravioli con la ricotta).
• Cingul e cimacungul (cavatelli con cime).
• Pan cuatt cu li cim d 'rapa (pane cotto con cime di rape, ventresca e peperoni freschi).
• Verdettë (finocchio selvatico con carne di agnello, salsiccia e uova) - Preparato il giorno del lunedì dell'Angelo.
• Senapiello (verdura fritta con sgombro) - Preparato il giorno della Vigilia di Natale.
• Khmigl (lumachine con sughetto di pomodoro e origano).
• Mignatiall (involtini di frattaglie).
• La "Capuzza" (brodetto di testina di agnello).
• Kukul cu lu paparul pestat (sfogliata di pasta di pane, peperone piccante secco macinato, origano e olio).

Dolci

• Lakruar - pizza rustica con tumma (formaggio tenero, carne di pollo, uova, salsiccia, zucchero e cannella).
• Kulacce - mwauwpane azimo a forma di ciambella (periodo quaresimale).
• Tumaz ma druda - pasta con mollica di pane sbriciolata, mandorle e noci tritate.
• Pupeqe - dolce di Carnevale.
• Taralucc - taralli con semi di finocchio
• Cuscini di marmellata e castagne (Preparate a mwaveNatale).
• Pettole di Natale.
• Sanguinaccio.
• Crostata di sanguinaccio.
• Polenta e Pasta con il mosto (vin cuat) (Preparato durante la vendemmia).
• Grandhindi - pizza col granturco a base di farina di mais, semi di finocchio, cipolla fritta, uva passa e zucchero.
• Pizza di ricotta dolce.
• Crustul - dolci di Natale.

Economia

È basata prevalentemente sull'mwavsagricoltura. Tra le coltivazioni più importanti, oltre ad ulivo e grano, spicca quella della vite, in cui eccelle l'mwavwAglianico DOC. Sul territorio sono presenti una piccola fabbrica tessile e vari laboratori artigianali (lavorazione del legno, del ferro, del vetro e della ceramica). Il settore turistico è in leggera crescita in quanto stanno nascendo bed and breakfast, supportate dalle varie strutture ricreative. Buona parte della popolazione è occupata nell'mwav0industria FIAT di San Nicola di mwav4Melfi, ma l'emigrazione dei giovani verso le città, legata a motivo di studio o lavoro, costituisce uno dei problemi del paese.

Infrastrutture e trasporti

Ferrovie

• Scalo Ferroviario mwawmVenosa-Maschito.

Amministrazione

• 1944 – 1945 Giuseppe Guglielmucci – mwawsSindaco
• 1945 – 1946 Giovanni Nocitra – Commissario prefettizio
• 1946 – 1947 Giuseppe Santojanni – Sindaco (mwaw4DC)
• 1947 – 1950 Achille Savino – Sindaco (mwaxaDC)
• 1950 – 1951 Alvaro Gomez y Paloma – Commissario prefettizio
• 1951 – 1952 Antonio Facciuto – Commissario prefettizio
• 1952 – 1956 Antonio Facciuto – Sindaco (mwaxqDC)
• 1956 – 1960 Domenico Allamprese – Sindaco (mwaxyPCI – mwaxcPSI)
• 1960 – 1962 Giuseppe Auletta – Sindaco (mwaxkPCI - mwaxoPSI)
• 1962 – 1963 Pasquale Locuratolo – Commissario prefettizio
• 1963 – 1967 Giuseppe Giuratrabocchetti – Sindaco (mwax0DC)
• 1968 – 1978 Rocco Russo – Sindaco (mwax8DC)
• 1978 – 1985 Oreste Dinella – Sindaco (Sinistre Unite)
• 1985 – 1988 Donato Mecca – Sindaco (Sinistre Unite)
• 1988 – 1993 Paolo Montrone – Sindaco (mwaymDC)
• 1993 – 2001 Donato Grieco - Sindaco (mwayuPDS)
• 2001 – 2006 Elio Gilio – Sindaco (Centro Sinistra Maschito)
• 2006 Filomena Civiellomwayg – Sindaco (mwaykUnione)
• 2006 – 2007 Fulvia Zinno - Commissario prefettizio
• 2007 – 2017 Antonio Mastrodonato (Centro Destra per Maschito) mwaywPDL
• 2017 - 2022 Rossana Musacchio Adorisio (mway4[[centro-sinistra]])
• 2022 - in carica Luigi Rafti (mwaza[[centro-destra]])

Sport

Fino al 2008, Maschito ha potuto contare sul Maschito 2002, squadra di mwazmcalcio a 5. In sei anni, la squadra del piccolo comune lucano ha ottenuto una doppia promozione dalla Serie D alla Serie C1 ed una serie di piazzamenti, fallendo però l'obbiettivo della promozione in B. Nella stagione 2013/2014 raggiunge l'obbiettivo della promozione in serie B con una giornata di anticipo.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwazwmwaz0mwaz4Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaz8demo.istat.it, mwaaaISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaaqmwaaumwaayClassificazione sismica (mwaacmwaagXLS), su mwaakrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaa0mwaa4mwaa8Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwabamwabePDF), in mwabiciterefmwabmLeggemwabq mwabu26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwabyAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwabc 151. mwabgURL consultato il 25 aprile 2012 mwabk(archiviato dall'mwabourl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mwab4AA. VV., mwab8mwacaDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p.mwace 382, mwaciISBNmwacm 88-11-30500-4.
cite-note-55. Dati tratti da: mwacgmwackmwacomwacsmwacwPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwac0mwac4PDF), su mwac8ebiblio.istat.it, mwadaISTAT. mwademwadimwadmmwadqPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaduesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Maschito

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.maschito.pz.it.
• citereftreccani-itMaschito, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.